Oramai sono passati anni dalla lettura di GEB che identifico come il punto di inizio del mio interesse per l’AI.
Le letture di Hofstader e non per cercare di capire cos’è l’intelligenza umana e per provare a definire se possibile “artificializzarla”, mi hanno sinora appassionato/angosciato/incuriosito ma di certo non soddisfatto! 😛

Per questo riflettevo che, in fondo, era anche giusto chiedersi perché l’uomo esiste ed é cosi com’è, prima ancora del perché e come pensa…
Questa premessa si é scontrata con la decisione di fare una tesi di laurea in bioinformatica (ancora da definire nel dettaglio).

Incrociando il “meglio cercare qualcosa che mi spieghi semplicemente il ruolo del DNA negli esseri viventi” e “non mi va di leggere wikipedia o qualcosa di troppo statico seppur esplicativo” ne é emerso un nome noto nel la panorama della divulgazione scientifica: Richard Dawkins e il suo the selfish gene!

Ho incontrato un brano di questo libro leggendo l’Io della mente di Hofstader(si sempre lui 🙂 ) che brillantemente definiva il concetto di Meme. Termine forgiato dallo stesso Dawkins per definire l’unità di informazione/pensiero/aspetto culturale che può essere trasmesso ad un altro essere vivente.
La genialità sta nel aver applicato a questo concetto un parallelismo con i geni, ed ovviamente il reciproco della selezione naturale per definire come tali memi si diffondano, si evolvano, si estinguano ecc..

Ma “memi: i nuovi replicatori” era solo uno dei capitoli del gene egoista
Mi sono invece piacevolmente imbattuto in una serie di capitoli su genetica, ereditarietà, evoluzione vista da un punto di vista per me nuovo. L’autore infatti spiega anche, molto bene, le teorie circa l’evoluzione in relazione alla stabilità espressa nella teoria dei giochi.

Il tutto é arricchito da svariati esempi provenienti dal mondo naturale. Curiosità davvero interessanti, oltre utili per rendere molto chiari i concetti esposti.
Ho scoperto di un modo che ignoravo totalmente: formiche che “allevano” acari, altre che schiavizzano operaie di altre specie, organismi nati come parassiti poi evolutisi in un unicum con il proprio ospitante. E poi, pinguini che si spintonano per rendere altri facili prede al loro posto, cuculi che depongono le uova in nidi altrui e che, una volta schiuse, rendono i covatori “dipendenti” dall’accudirli… e tantissimi altri…

Beh affascinante davvero la natura, rende gli uomini meno speciali di quanto si tende a credere!

Fantastico libro che mi ha spinto ad acquistare anche L’orologiaio cieco.
Ho volutamente saltato il fenotipo esteso in quanto spiegato in uno dei capitoli finali e credo di averne colto,seppur approssimativamente, il senso.