LANOBILEARTEDELCAZZEGGIO

Inconcludenza Motivante.

Può sembrare un ossimoro, ma dopo aver letto questo libro bisogna ricredersi.

Scrivo questo post svariati mesi dopo aver terminato la lettura di questo libro, ripreso solo dopo almeno una ventina di giorni dalla conclusione della prima parte. Non posso quindi non dire che, un libro che parla del rimando cronico anche detto procrastinazione, sia stato un regalo più che azzeccato!

La sorpresa è stata scoprire che al mondo non si è mai soli e che anzi c’è chi della procrastinazione cerca di trarne dei vantaggi (procrastinazione strutturata). Tralasciando la teoria alla base che è ben argomentata dall’autore Jhon Perry, la questione che ne emerge è davvero da non sottovalutare.

L’idea alla base, per ciò che il libro a me ha trasmesso, è che spesso non è importante raggiungere obiettivi colossali che ci si è imposti, ma osservare tutti i piccoli successi raggiunti nel frattempo. Infatti l’inconcludenza del non raggiungere obiettivi è spesso ingiustificata, perché magari già impraticabili in partenza.

Leggendo questo libro mi è venuto in mente quando, durante gli studi universitari, riordinavo la stanza pur di giustificare il tempo sottratto allo studio:

Devo studiare… però questa stanza è un delirio!

Mentre allora questo portava inevitabilmente a sensi di colpa che si incrementavano al diminuire dei giorni all’esame, oggi posso dire che infondo gli esami li ho comunque passati e inoltre ho spesso ordinato la stanza che di certo non era una delle mie attività preferite.